martedì, 05 agosto 2008
Mentre costruisci il tuo castello, quanti particolari vorresti aggiungere!
Anche il nostro territorio romagnolo, con i numerosi castelli e le sue rocche, offre opportunità di conoscenza storico-ambientale e di costume. Non dimentichiamo poi gli avvenimenti misteriosi accaduti fra quelle mura, in parte reali ma molto spesso frutto di aneddoti e fantasia.
Sicuramente ci sarà un castello o i suoi ruderi da visitare, che fino ad ora non avevi valutato con attenzione, anche vicino a casa. In queste occasioni, ricordati di rispettare l’ambiente e, se pur tentato di raccogliere una pietruzza ricordo, rammenta che, così facendo, potresti impedire ad altri le tue stesse emozioni. Non dimenticare di scattare qualche fotografia.
Fantariciclando con questo suggerimento augura una estate serena a te e a tutti i suoi lettori! Ricordati comunque che, dietro un muro sgretolato, fra le feritoie o merli di rocche apparentemente inutili, si affaccia lo sguardo malizioso di uno gnomo, le magie di una fata o strega, le ali di un pipistrello, la guardia reale, oppure il piccolo lenzuolo di un fantasmino.
Ma chi abiterà il tuo castello immaginario costruito con la scatola da scarpe di cartone?
Fantariciclando vi dà appuntamento a settembre per riempirlo di personaggi da costruire seguiti naturalmente da tante e tante fantastiche fiabe!
martedì, 29 luglio 2008
"Con i 5 sensi una idea di progresso “inconsueta†in cui la memoria in un elogio alla partecipazione è creativa e con questo già futuro."
I cinque sensi nei saperi e nel capitale sociale collettivo. Esce nel mese di luglio la nuova raccolta curata da Flavio Milandri per Storia e Storie dal titolo L’aroma delle parole. Il libro tiene insieme tutte le opere di adulti, migranti, anziani, scuole che hanno partecipato al concorso letterario tematico “Il senso dei 5 sensiâ€.
Il testo è meravigliosamente incorniciato da un saggio del prof. Alessandro Sistri dell’Università di Urbino. Il patrocinio dell’opera viene, riconoscendo il valore di dieci anni di lavoro sociale, dalla comunità europea attraverso SEVEN, Senior European Volunteer Excange Network. La copertina dell’opera rappresenta la ricerca, l’analisi e l’interpretazione in forma visuale del tema a cura del pittore Gino Erbacci.
L’aroma delle parole è edito da Comune di Forlì (Centro grafico) ed accompagnerà il decennale di Storia e Storie: il Progetto sui rapporti intergenerazionali ed interculturali di Comune di Forlì-Circoscrizione 5 e Auser Volontariato Forlì. Il libro nasce per la voglia di sottrarsi ai racconti che non raccontano più nulla di questo “paese†per dare spazio all’indagine ed al racconto “microâ€, alle biografie, ai frammenti di storie di vita dalle scuole ai quartieri, dalle Case di riposo al vicinato per provare a capire di più che cosa succede in comunità che si sono dissolte ed evolute.
L’aroma delle parole sarà disponibile, a richiesta, da luglio e distribuito al pubblico il 14 settembre nel corso della gran festa Fantasie d’Autunno (infoline 0543 712091).
[The five senses in collective knowledge and social capital. The new collection of stories for the Storia e Storie project entitled L’aroma delle parole (the aroma of words), edited by Flavio Milandri, is about to be published in July. This book collects all the works by the adults, migrants, old people and schoolchildren that took part in the thematic literary contest “Il senso dei 5 sensi†(the sense of 5 senses).
The book is beautifully completed by an essay by Prof. Alessandro Sistri of the University of Urbino and has obtained the european community’s backing through SEVEN, Senior European Volunteer Exchange Network, for the value of its ten-years’ social work. The cover shows the visual research, analysis and interpretation of the topic by the local painter Gino Erbacci.
L’aroma delle parole is published by the Municipality of Forlì (graphic centre) and will accompany the tenth anniversary of Storia e Storie, a project on intergenerational and intercultural relations by the Municipality of Forlì-Borough no. 5 and Auser Volontariato Forlì. The book aims at giving space to ‘micro’ surveys and stories, biographies and life fragments coming from schools, districts, rest-homes and neighbourhoods to try and better understand what happens in communities that have broken up and evolved, leaving aside stories that no longer tell anything about this ‘country’.
L’aroma delle parole will be available, on request, from July and will be distributed to the public on 14th September during the great Fantasie d’Autunno feast (infoline +39 0543 712091).]
martedì, 22 luglio 2008
"7 e lode in riuso creativo!" La nuova proposta Fantariciclando. Una fiaba in tre parti, un laboratorio in tre parti e una attività fai-da-te. Ecco la nuova proposta Fantariciclando che chiude il percorso di questo progetto in sette passaggi con un laboratorio di manualità .
Il castello (la città ) che vogliamo è possibile con un omaggio all’immaginario onirico e fantastico dei piccoli: una proposta di didattica operativa con un laboratorio ready-made, per tutti i nostri lettori.
Un invito al riuso creativo scaricabile in formato ".pdf".
martedì, 15 luglio 2008
... Ogni castello che si rispetti ha i merli. Taglia dei rettangoli di cm.2x4 di cartoncino giallo (n° 9/10).
Ad un’estremità fai una piega di circa ½ cm. che attaccherai nella parte superiore del coperchio della scatola usando la puntatrice. -E il ponte levatoio?- ti chiederai –Giusto! E’ importantissimo!-
Sul cartoncino disegna il grosso portone, protetto dall’inferriata, di circa cm.8x10 arrotondato sopra. Incollalo al coperchio. Il ponte levatoio sarà un rettangolo di cartoncino (meglio se doppio) leggermente più grande del portone. Attaccalo da un lato con la puntatrice sotto il coperchio, in corrispondenza del portone. Dall’altro lato pratica due fori negli angoli esterni ed in corrispondenza, altri due, ai lati del portone, nella parte alta. In essi farai passare lo spago della lunghezza giusta per fare salire o scendere il ponte levatoio. Arricchisci la parte superiore della facciata con finestre in cartoncino, decorate e con accessori a piacere (ad es. la bandierina sulle torri).
Finalmente dopo tanto impegno il castello è terminato! Certamente ti sarai accorto che il tuo castello è anche una scatola contenitore dove potrai riporre i tanti personaggi che vi abitano e che, un poco alla volta costruiremo insieme.
[Una fiaba in tre parti, un laboratorio in tre parti e una attività fai-da-te. 7 e lode in riuso creativo!]
giovedì, 03 luglio 2008
(...) Per questo laboratorio serve: una scatola da scarpe (grande), cartoncino bristol di vario colore, 2 rotolini di cartone (interno carta igienica), colla a caldo se c’è la presenza di una persona adulta o stick di colla, forbici a punta arrotondata, matita, gomma, pennarelli e puntatrice. Posa la scatola sul tavolo girata su di un fianco, in modo che la parte più lunga diventi la base ed il coperchio la facciata del castello. I 2 rotolini diventeranno le torri di guardia, da posizionare sulla parte alta del castello. Su queste disegnerai finestrine o feritoie. Chiedi alla mamma un bicchiere col quale disegnerai su cartoncino rosso 2 tondi che diventeranno i tetti delle torri, ora puoi restituire il bicchiere ancora intatto; taglia seguendo la linea disegnata. Con la matita segna il centro dei 2 tondi, partendo da un punto esterno del cartoncino traccia una linea fino ad incontrare il centro, ora taglia sul segno. Per dare l’inclinazione spiovente al tetto, sovrapponi di circa 1cm. i due lembi tagliati e fermali con 2 punti di puntatrice (assomiglierà ad un cappello cinese). Con la colla attacca il tetto alle torri. Infine sempre con la colla attaccale sul tetto del castello. (...)
[Una fiaba in tre parti, un laboratorio in tre parti e una attività fai-da-te. 7 e lode in riuso creativo!]
mercoledì, 25 giugno 2008
La Principessa delle cicogne: la città /il castello che vogliamo è possibile. ... Di castelli abitati da principi, principesse, draghi, fate, cavalieri o fantasmi se ne parla in tante favole come nella fiaba di Renata Franca Flamigni “La Principessa delle cicogne†tratta dal libro BABY WOLF, PICCOLO LUPO edito da “Il Ponte Vecchio†Cesena. La città /il castello, che vogliamo è possibile. Immaginarla/lo non è difficile, basta mettere insieme la bellezza, la qualità dei nostri centri storici invidiati in tutto il mondo, con l’innovazione tecnologica e con la coesione sociale, ingredienti principali della nozione odierna di benessere. Ma per passare dalla teoria alla pratica, occorre che il futuro dei nostri centri urbani/castelli diventi un grande tema culturale. Se pensi al futuro a partire da quello che puoi fare nel presente, fermati e gioca con noi: Fantariciclando ti propone di osare/usare la fantasia e l’ardire di vedere una seconda vita delle cose per la realizzazione di un castello fai da te, con materiale di riciclo. (...)
[Una fiaba in tre parti, un laboratorio in tre parti e una attività fai-da-te. 7 e lode in riuso creativo!]
mercoledì, 18 giugno 2008
... In quell'attimo il mago si rese visibile alle cicogne che giravano come sempre, dalla primavera all'autunno, nel cielo di Segovia, scrutando dall'alto fra le torri del castello. Una volta avvistato, i grandi uccelli bianchi lanciarono un grido d'allarme e scesero in picchiata uccidendo il mago malvagio.
Si ruppe l'incantesimo e Jasmine tornò in sembianze umane. Si guardò intorno, tutto era cambiato.
Ragazze e ragazzi in minigonne e jeans avevano sostituito dame e cavalieri in armatura; c’erano automobili al posto dei cavalli; le poche case strette fra le mura del castello erano diventate una città che si stendeva a perdita d'occhio.
Solo le cicogne, anche loro ritornate cavalieri, potevano aiutarla avendo vissuto tutto quel tempo come partecipi del mutare delle cose.
La circondarono di cure amorose così che ella decise di affrontare con forza e coraggio quel nuovo tempo utilizzando per prima cosa proprio quel castello che era stato per tanti e tanti anni la sua prigione.
Raccontò di provenire da un paese lontano ed essere l'erede dell'Alcazar, lo avrebbe messo a disposizione per tutti coloro che amavano la storia e l'arte antica.
In breve tempo, con l'aiuto dei suoi bianchi cavalieri, la giovane trasformò quel buio e triste castello in un Hotel dove si potevano gustare piatti tipici dell'epoca dei re e delle regine.
Molti furono i visitatori provenienti da ogni parte del mondo per ammirare quella meraviglia e la sua bellissima proprietaria. Fra i tanti giovani, sicuramente Jasmine troverà un ragazzo del nuovo tempo capace di volerle bene.
[Una fiaba in tre parti, un laboratorio in tre parti e una attività fai-da-te. "7 e lode in riuso creativo!" La nuova proposta Fantariciclando]
mercoledì, 11 giugno 2008
... Ogni primavera puntualmente le cicogne ritornavano riprendendo la ricerca del terribile mago: coi lunghi becchi cercavano fra le fessure dei muri sgretolati, con le sottili zampe spostavano terra e foglie sperando di trovarlo.
Avevano saputo infatti che si era trasformato in serpe e nascosto fra le rocce del castello roccaforte dell'Alcazar, da lui costruito per la principessa.
Attendeva, sotto quelle spoglie, di ripresentarsi allo scadere del suo incantesimo, per essere accettato da Jasmine come sposo.
La storia della principessa di pietra veniva tramandata di cicogna in cicogna; tutte si erano impegnate giurando di scoprire e vincere Serpis il mago.
Nel frattempo come ogni primavera il giardino fiorito dei gelsomini con la statua della fanciulla dal viso dolcissimo attirava l'attenzione dei visitatori ai quali veniva raccontato la storia della principessa Jasmine divenuta una leggenda di quei luoghi.
Trascorsero cento e cento anni ancora, finalmente si era giunti al termine del tempo prestabilito, Serpis il mago era sicuro che la volontà della ragazza avrebbe ceduto accettandolo come suo sposo per non rimanere una statua in eterno.
Fu così che si affacciò all'ingresso del giardino per ammirare un'altra volta l'oggetto del suo desiderio. (...)
[Una fiaba in tre parti, un laboratorio in tre parti e una attività fai-da-te. "7 e lode in riuso creativo!" La nuova proposta Fantariciclando]
martedì, 03 giugno 2008
"Storia di storie, in immagini per il dialogo intergenerazionale". Verso il decennale del Progetto Storia e Storie una mostra fotografica documenta la rigenerazione del capitale sociale di una collettività . Il progetto Storia e Storie di Comune di Forlì-Circoscrizione 5 e Auser Volontariato Forlì dopo un decennio di vita attiva viene raccontato da un mostra fotografica a cura di Sauro Milandri.
La mostra dal sei giugno per tutto il mese sarà visitabile presso la sede della Circoscrizione 5 Forlì – via Curiel, 51. Gli orari di visita, con libero accesso, sono quelli di apertura pomeridiana della Circoscrizione (lunedì e venerdì, 16 -18).
L’esposizione ha due anime. La prima rappresenta in immagini la vitalità , i luoghi, i momenti conviviali e le feste del Progetto. La seconda narra, in foto, alcuni momenti chiave di trasformazione degli usi e costumi italiani tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Qui, oltre ad una attenzione particolare all’area romagnola, è da sottolineare un’area specifica dedicata agli emigranti forlivesi in Francia, Belgio e Brasile.
Tutti i venerdì pomeriggio, del mese di giugno, poi su prenotazione si potrà usufruire di una visita guidata gratuita grazie ad un volontario di Auser Forlì (infoline 0543 712091).
martedì, 27 maggio 2008
Nel lontano paese di Segovia c'era un mago innamorato di una bellissima principessa.
Inutili erano i suoi regali e le domande di matrimonio, Jasmine non lo amava e, pur temendo per la sua vita e per quella dei suoi familiari poiché i poteri del mago erano immensi, adduceva mille scuse per non sposarlo.
Fu così che al suo ultimo rifiuto, il mago adirato scagliò contro la bellissima Jasmine il suo incantesimo:
“in statua bianca sarà trasformata/
fra i gelsomini verrà custodita/
sol nell’anno 2000 che verrà /
in carne ed ossa ritornare potrà â€.
Le parole ebbero subito effetto e la ragazza si trasformò in una statua di marmo. I cavalieri intervenuti per difenderla furono trasformati in bianche cicogne obbligate ad abbandonare ogni autunno la statua della principessa che custodivano, per migrare in paesi più caldi.
Durante quella stagione, alzando gli occhi al cielo si potevano vedere nuvole di piume bianche abbandonare i nidi sopra i tetti delle case e degli alberi circostanti, librarsi nell'aria e poi perdersi all'orizzonte.
(...)
[Una fiaba in tre parti, un laboratorio in tre parti e una attività fai-da-te. "7 e lode in riuso creativo!" La nuova proposta Fantariciclando]